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Il 29 giugno Persano nel Cuore alla mostra su Caravaggio a Napoli!

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Il 29 giugno Persano nel Cuore alla mostra su Caravaggio  a Napoli!

“Persano nel Cuore” non poteva far mancare ai propri soci la possibilità di ammirare i capolavori di Caravaggio esposti in una eccezionale mostra nel Museo di Capodimonte a Napoli. Data l’affluenza dei visitatori e l’eccezionalità dell’evento e poiché bisogna pagare il biglietto d’ingresso al momento stesso della prenotazione, diversamente dal passato, occorre versare in anticipo la somma richiesta. Non ce ne sarebbe bisogno, ma teniamo a ribadire che la nostra è una associazione culturale senza fini di lucro che si limita solo a raccogliere le somme dei partecipanti e che le guide che ci accompagnano sono sempre guide turistiche ufficiali regolarmente riconosciute dalla regione Campania (o di altre regioni quando abbiamo “sconfinato” nel Lazio o in Basilicata). Poiché il tempo concesso ai visitatori per ammirare le opere di Caravaggio è di trenta minuti per ogni gruppo di venticinque persone, la nostra insuperabile Maria Rosaria Cusati ha suggerito un interessantissimo programma che qui di seguito riportiamo.

Programma

ORE: 09,00 Appuntamento a Napoli  e visita alla chiesa di San Gregorio Armeno, meglio conosciuta come Chiesa di Santa Patrizia Patrona di Napoli


ORE 10,30: Visita a Pio Monte di Misericordia per ammirare la maestosa opera di Caravaggio sulle sette opere di Misericordia

ORE 12,00: Trasferimento in pullman al museo di Capodimonte


ORE 12,30: Pausa pranzo a sacco nel parco di Capodimonte


ORE 14,00: Visita alla collezione  Farnese e agli appartamenti Reali del museo

ORE 16,30: Primo turno di ingresso alla mostra di Caravaggio  (max 25 persone )


ORE 17,00: Secondo turno per l’ingresso alla mostra


La somma da versare è di € 40 e comprende: 1) Il costo della prenotazione 2) Il costo dei biglietti per l’ingresso ai musei 3) Il noleggio (obbligatorio) dei radio auricolari 4) Il costo della guida 5) Il costo del pullman.

Per prenotarsi, inviare la somma di 40 euro per ogni partecipante, specificando i nomi, con un bonifico a Ass.ne Persano nel Cuore deutsche bank Battipaglia Codice Iban
IT84 D031 0476 0900 0000 0824635

In alternativa si può consegnare la somma direttamente a Maria Rosaria Cusati

Chi è interessato è pregato di prenotarsi quanto prima perché i posti disponibili sono limitati ed inoltre è necessario “bloccare” l’orario e la data della visita.

A breve comunicheremo l’orario di partenza e di passaggio del pullman nei consueti punti di ritrovo (Albanella, Cerrelli, Eboli, Battipaglia, Salerno)

Una giornata speciale di un gruppo speciale

Posted by on 23:17 in Notizie | 0 comments

Una giornata speciale di un gruppo speciale

Quando alla fine della visita parte un applauso spontaneo rivolto alla guida da parte di tutti i partecipanti, vuol dire che la guida è speciale. E quando la guida stessa, la bella e simpatica Giulia Nappi, si meraviglia per la scelta della nostra meta, le basiliche paleocristiane di Cimitile e il Museo di Nola, che, per quanto interessantissima, è (ancora) conosciuta soprattutto dagli studiosi, vuol dire che chi ha scelto la meta, la nostra Maria Rosaria Cusati, è una organizzatrice speciale. E quando alla fine del pranzo il titolare dell’ottimo ristorante Pizza&Fritti ci tiene a sottolineare che non ha mai visto un gruppo così bene amalgamato e così educato, vuol dire che il gruppo è speciale. E se il gruppo è speciale, non può essere che “Persano nel Cuore”. Ancora una volta una bellissima giornata scandita da orari programmati e rispettati alla perfezione. Il merito è di tutti i partecipanti, delle belle persone che compongono la “famiglia persanese” e che rendono luminosa, quindi primaverile, anche una giornata meteorologicamente autunnale: grigia e piovigginosa. Non sono state certo le previsioni meteo non buone, infatti, a scoraggiare i gitanti anche perché in analoghe precedenti occasioni alla fine è sempre spuntato il sole. E a proposito di sole e quindi di luce, Maria Rosaria è già al lavoro per mettere a punto una visita guidata a Napoli per il prossimo 29 giugno dove ci attende la magica luce dei capolavori pittorici di Caravaggio!

A breve altre immagini

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Don Vincenzo Avallone, il cappellano che amava Persano

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Don Vincenzo Avallone, il cappellano che amava Persano
Persano, primi anni sessanta: processione della Madonna delle Grazie

Ci sono persone che non vorremmo mai ricordare, che in effetti non ricordiamo mai e quando ci vengono ricordate ci procurano un naturale fastidio, e ci sono persone che non vorremmo mai dimenticare, che in effetti non dimentichiamo mai e quando ci vengono ricordate ci procurano un naturale moto di commozione e di affetto. A quest’ultima categoria appartiene Don Vincenzo Avallone cappellano militare a Persano negli anni sessanta. In teoria, in quanto cappellano militare, non era il parroco di noi che appartenevamo alla popolazione civile, tanto più che il parroco “ufficiale”, Don Vittorio Granito, lo avevamo già. Ma Don Vincenzo, da uomo intelligente e colto oltre che buono, capiva bene che la tipologia dei fedeli non dipendeva dall’abito che indossava, cioè la divisa militare o la veste talare, perché il ministero sacerdotale, come è giusto che sia, lo viveva come un servizio alla comunità e non come un impiego. La sua anima, la sua disponibilità verso il prossimo, così come la porta della cappella del Palazzo, era sempre aperta. E noi, non ancora adolescenti, quella porta la varcavamo spesso e volentieri, richiamati da quel prete strano che non ci intimoriva, che giocava con noi ed era lo stesso che vedevamo poi raccolto in preghiera genuflesso su un inginocchiatoio, per esempio, durante le funzioni religiose del mese mariano. Era lo stesso che faceva arbitrare le nostre interminabili partite a pallone da un soldato che puniva con l’espulsione di alcuni minuti non un fallo di gioco, ma ogni parolaccia che ci sfuggiva. Era lo stesso che veniva a trovarci nella nostra scuola elementare e con il suo registratore da poco acquistato ci faceva divertire, e si divertiva, osservando noi che stupiti riascoltavamo le nostre voci. In una di quelle occasioni ricordo che, estasiato, ci fece sentire, sì, sentire, non ascoltare, un brano della “Sinfonia della Forza del destino” di Verdi. Potrebbe essere una follia far ascoltare quella musica “pesante” a scolari delle elementari, ma se sono qui a ricordarlo a distanza di decenni, vuol dire che follia non era. Quando giunse la notizia che sarebbe andato via provai un grande dispiacere. Seppi che il suo vescovo lo voleva ad Ischia: non gli si poteva dare torto perché evidentemente era consapevole di quanto valesse quel sacerdote. Un giorno, quando aveva lasciato Persano già da alcuni mesi, gli scrissi. Volevo fargli sapere quanto fosse stato importante per me, e credo non solo per me, averlo conosciuto. Non ho mai ricevuto risposta a quella lettera che, nella mia ingenua fiducia nelle poste italiane, avevo indirizzato semplicemente a Don Vincenzo, Ischia. Ora mi piace immaginare che Don Vincenzo avrà finalmente potuto leggere quel mio scritto e questo mio ricordo e che sappia quanto la comunità persanese gli volesse bene e lo stimasse. Ciao Don Vincenzo, ogni volta che sono entrato nella cappella e ho visto l’inginocchiatoio, mi sono ricordato di te e ti ho rivisto raccolto in preghiera. E ti rivedrò ancora, soprattutto ora che certamente starai pregando dove solo i buoni e i puri di cuore meritano di andare.

Fausto Bolinesi

Domenica 5 maggio visita alle basiliche paleocristiane di Cimitile e al museo storico- archeologico di Nola

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Domenica 5 maggio visita alle basiliche paleocristiane di Cimitile e al museo storico- archeologico di Nola

Riparte il pullman di Persano nel Cuore alla scoperta dei tesori artistici della nostra terra. Questa volta la nostra Maria Rosaria Cusati ci accompagnerà in un interessantissimo giro turistico nell’Area Nolana. Visiteremo il complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile in mattinata e nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo in ristorante, il Museo storico archeologico di Nola. All’interesse culturale delle visite, come sempre accompagnate da guide professioniste, siunirà il piacere di ritrovarsi tra gli amici nella bella famiglia di “Persano nel Cuore”.

ORARIO DI PARTENZA E PUNTI DI RITROVO

ORE 07,30 ALBANELLA

ORE 07,40  CERRELLI DI ALTAVILLA SILENTINA

ORE 08,00 EBOLI USCITA AUTOSTRADALE

ORE 08,10 BATTIPAGLIA USCITA AUTOSTRADALE

ORE 08,30 SALERNO USCITA TANGENZIALE PASTENA

ORE 10,00 CIMITILE, INIZIO VISITA GUIDATA

ORE 13,00 PAUSA PRANZO

0RE 15,00 VISITA AL MUSEO STORICO E ARCHEOLOGICO DI NOLA

Per prenotazioni e maggiori informazioni contattare Maria Rosaria Cusati ai numeri 0828788332 e 3343037435

ATTENZIONE Comunichiamo che i posti disponibili sono esauriti, pertanto non è più possibile accettare prenotazioni

Corte borbonica e “Real Caccia” di Persano

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Corte borbonica e “Real Caccia” di Persano

Nadia Parlante

Tra i siti reali Borbonici, quello di Persano sta vivendo un momento felice di riscoperta e di interesse. L’approfondimento della sua storia sta mettendo in luce quanto sia stato fondamentale per l’economia di parte della piana del Sele per oltre due secoli.
Su Persano si è scritto poco. Mancava, infatti, uno studio approfondito e serio, scientifico che, fondandosi su documenti e testimonianze, ne facesse comprendere la sua importanza nel circuito dei siti Reali Borbonici. Con questo libro di Nadia Parlante si spalanca ai nostri occhi un mondo fatto di caccia, ma anche di funzioni amministrative, economiche,politiche
e culturali, come messo in evidenza nel sottotitolo.
Il testo si avvale della presentazione del professor Giuseppe Cirillo, un saggio nel saggio, con le cui parole apriamo questa recensione:
“Nel volume di Nadia Parlante emerge in modo evidente la funzione del sito Reale di Persano come “corte decentrata”. Intorno al rituale della caccia finiscono per concentrarsi tutta una serie di funzioni politiche e cerimoniali. Non sfugge il rapporto strettissimo che lega Persano alla valorizzazione di Paestum. E’ lo stesso rapporto che esiste tra Portici e la
scoperta di Ercolano. E’ in questo luogo,come emerge dalla ricerca dell’autrice, che si legano i diversi rituali dei Borbone: cavalcate ed allevamento di cavalli purosangue per l’esercito e per l’aristocrazia, i rituali effimeri,il nuovo interesse per le antichità, il rituale del Gran Tour. A fare da collante, la presenza della corte, di funzionari, di uno stuolo di
artisti – con il giungere di Mengs, Hackert, Tischbein, Kauffmann, Vigèe-Lebrun – che proprio tra Persano e Paestum immortalavano il paesaggio pittoresco ed il vedutismo che avrebbe aperto la strada al preromanticismo.”. Nadia Parlante sapeva, come spiega nell’introduzione al testo, che scrivere su Persano sarebbe stato un impegno lungo e complesso. Lavorava a Torino, allora, e iniziò questa sua opera avvalendosi delle fonti degli archivi piemontesi. Ha esaminato, poi, l’immenso
carteggio tra Carlo III e il reggente Tanucci, che le ha permesso di recuperare, attraverso le vicende quotidiane narrate dai due protagonisti, atti, dati e documenti conservati negli immensi e precisi archivi borbonici. Il testo che ha pubblicato non è solo il resoconto storico e scientifico che dimostra l’importanza strategica e culturale di un sito. In esso vi si
trovano aneddoti e sfumature, storie di vita quotidiana ed episodi che ci fanno entrare da spettatori in un mondo reale, svelandone le luci e le ombre, il fasto della corte e la vita della gente che ruotava intorno ad essa. Tutto a dimostrare quanto la storia di Persano sia stata legata alla storia europea del ‘700 e dell’800. Eventi importanti sono stati intessuti a
Persano, quando la corte vi soggiornava. Accanto al rito della caccia, alle sue metaforiche implicazioni, si dà risalto allo studio del contesto territoriale ed amministrativo del sito, della sua importanza nel circuito dei siti reali borbonici, che non erano solo luoghi per il divertimento del Re e della sua corte, ma si ponevano come centri di sviluppo economico e
di sperimentazione agricola. Anche la costruzione di una capillare rete stradale, come quella prevista per Persano, contribuì alla valorizzazione di questa parte del Regno che si aprì, così, verso il Cilento.
Scrive l’autrice nella presentazione: “Come non immaginare il brulicare di vita e di operosità intorno alla Casina? Le squadre dei Cacciatori Reali, le modeste compagnie di teatranti Ebolitani … e saltimbanchi, poeti, feste incredibili organizzate dagli scenografi di corte per Natale o Capodanno con tanto di fuochi d’artificio e palloni aerostatici. E ancora: le fastose cacce, i cinghiali giganteschi, i cervi, i lupi, i bufali.”

Contenuti.
Il volume è diviso in tre parti, ognuna delle quali sviluppa un tema specifico.
La prima va dalla costruzione della Casina al 1816 e non trascura la rivoluzione del 1799, che anche a Persano lasciò la sua traccia dolorosa.
La seconda parte descrive la Corte, il cerimoniale della caccia, i viaggiatori, le testimonianze letterarie.
La terza riporta Biografie, vita quotidiana, cronache del sito Reale, i sovrani, i ministri, i funzionari, gli architetti, gli ingegneri, gli artisti legati a Persano.
Il testo si avvale di una nutrita appendice documentaria, di una tavola riassuntiva dei soggiorni Reali a Persano, documentati; di una vasta bibliografia e di foto della Casina e di alcuni progetti relativi alla sua costruzione.
Un testo scientifico, “ la Bibbia di Persano”, come lo ha definito la stessa autrice; un’opera completa cui fanno da cornice documenti dai quali si evincono i nomi degli abitanti dei paesi vicini che a Persano hanno lavorato, le somme loro dovute, le controversie con i cacciatori di frodo ed altri aneddoti e curiosità. Come quella che racconta del Principe
Alchimista Raimondo di Sangro il quale inventò un tessuto impermeabile donato al Re, pensato per la caccia invernale a Persano, notoriamente fredda e piovosa. Sono consapevole che quanto da me scritto non riesce ad illustrare come merita la valenza di questo volume. Un lavoro “concentrato” in 450 pagine di storia e di vita che si legge senza stancarsi. La ricchezza delle note, poi, lo arricchisce e fornisce altre notizie e
altre curiosità. Ci fa piacere concludere con le parole con le quali l’autrice chiude l’introduzione: ” Di malaria, acque, boschi, potere regale ed eterna bellezza è fatta quest’antica terra di Persano e ad essa, modestamente, restituisco un pezzo della sua grande storia.”
Il Volume è stato stampato con il Patrocinio del COSME (Centro-Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa)- Centro Interpartimentale di Ricerca dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”
Ha curato la presentazione Giuseppe Cirillo, Professore di Storia Moderna presso la Facoltà di studi Politici “J. Monnet” – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
E’ stato pubblicato dal Centro Culturale Studi Storici – IL SAGGIO- Eboli.

Ci fa piacere, infine, ricordare che

CORTE BORBONICA E REAL CACCIA DI PERSANO
Rituali, cerimoniali, funzioni, vita quotidiana.

è stato presentato nel salone di rappresentanza del Reale Casino di Caccia di Persano il 24 Aprile 2018. Nessun luogo poteva essere più indicato per ospitare un evento così interessante ed importante non solo per coloro che hanno Persano nel cuore. La storia dei popoli passa attraverso la “storia minore”, quella vera, che parla della gente che la storia l’ha fatta o l’ha subita sulla propria pelle. Altro non aggiungo, perché, chi lo volesse, può
trovare la cronaca di questa bella serata, ampiamente documentata e commentata, in questo stesso sito.

Eboli, 27 marzo 2019.
Per “Persano nel Cuore”-Alessandra Gallotta-

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La storia scritta nel marmo

Posted by on 12:34 in Notizie | 0 comments

La storia scritta nel marmo

di Alessandra Gallotta

L’esistenza e la storia di Persano sono strettamente legate ai Borbone. Tutti i documenti cartacei di quanto hanno realizzato i Borbone nel loro Regno sono consultabili negli archivi che li custodiscono. Ma ce ne sono altri, incisi nel marmo, che spesso non leggiamo, perché di essi ignoriamo addirittura l’esistenza. Nella nostra ricerca abbiamo trovato due di questi “documenti”, nei quali si fa riferimento a Persano.

La via di Persano

“Nel pomeriggio del 10 maggio 1734 un grandioso corteo rilucente di sete ricamate, di oro e di argento, attraversò le strade di Napoli, da Porta Capuana alla Reggia, tra musiche e salve di cannone. Il popolo faceva ala e applaudiva: ma non tanto all’indirizzo del diciottenne dai capelli biondi e dagli occhi celesti che faceva il suo ingresso a cavallo, quanto per incitare i cavalieri che, al suo fianco, gettavano manciate di monete. Quel diciottenne era don Carlo di Borbone, figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese ed entrava in città come re delle Due Sicilie, ponendo fine a 230 anni di malgoverno vicereale e instaurando quella dinastia che doveva rimanere sul trono di Napoli fino all’Unità d’Italia. ( tratto da Storia illustrata- speciale: ‘I Borboni in Italia’- ottobre 1965).” Due furono i problemi fondamentali che si posero al giovane Re: la trasformazione dello stato da feudale ad amministrativo, con l’ammodernamento dei sistemi e un riordinamento degli strumenti di governo per mitigare l’indigenza in cui versavano moltissimi dei suoi sudditi, e la definizione dei rapporti tra il Regno e la chiesa. Oltre alla revisione del catasto, al Codice Carolino, la Giunta di Commercio, Carlo istituì, prima in Europa, la Cattedra di Economia Politica presso l’Università di Napoli. Moltissime furono le opere e gli edifici che il Re volle restaurare e costruire. Una parte importante di esse furono le strade, e, tra queste, ci interessa quella che da Salerno conduce a Persano, sito reale destinato alla caccia, grande passione di Re Carlo. La via di Persano inizia da Portanova, e, guardando sull’arco della Porta in piazza Flavio Gioia, vi troviamo posizionata una lapide. Abbiamo trascritto il suo contenuto, lo abbiamo tradotto e la proponiamo agli amici di Persano nel Cuore.

POSUERUNT ME CUSTODEM

CAROLO BORBONI REGI INVICTISSIMO

UT AD PERSANUM VENATUM

PEREUNTI RECTIOR FORET CURSUS

HIC NOVAM ORNATIUS PORTAM

EXTRUXIT ORDO POPULUSQUE SALERNITANUS

ANNO MDCCLIV

POSERO ME COME CUSTODE

TUTTO IL POPOLO DI SALERNO

HA FATTO COLLOCARE, IN QUESTO LUOGO,

UNA PORTA NUOVA E PIU’ ELEGANTE

AFFINCHE’ FOSSE PIU’ AGEVOLE IL VIAGGIO

VERSO IL TERRITORIO DI CACCIA DI PERSANO

PER CARLO DI BORBONE, RE VITTORIOSO .

ANNO 1754

Una visita da ricordare

Ben conservata nel Monastero di Sant’Antonio Abate di Eboli, vi è una lapide che racconta della visita di Ferdinando IV e Maria Carolina di Borbone alle Benedettine, avvenuta il 4 gennaio 1774 durante una loro sosta a Persano, e documentata anche nel libro di Nadia Parlante “Corte Borbonica e Real Caccia di Persano”. Scrive l’autrice (pag.106) … “Solo alla Regina, però,fu concesso di infrangere la clausura e di intrattenersi brevemente con le monache nel chiostro, mentre il Re fu costretto ad aspettare nel parlatorio – al di là della grata di ferro, dove degustò i saporiti pasticcini di mandorle che gli erano stati offerti. La Regina fece dono alle suore benedettine di una preziosa pianeta con stola, tuttora custodita in monastero.” …

Anche per questo documento marmoreo vi proponiamo l’iscrizione in latino e la sua traduzione.




Portone di accesso al monastero Benedettino di San Antonio Abate di Eboli. Nell’atrio, a sinistra della parete sulla quale si apre il portone interno che dà accesso alla clausura, è posizionata questa lapide:

AETERNUM POSTERIS MONUMENTUM

QUOD

MARIA CAROLINA AUSTRIACA

AD GLORIAM NATAM

CUM AUGUSTO CONIUGE SUO

FERDINANDO IIII SICILIARUM ET HIERUSALEM REGE

AD PERSANICAM VENATIONEM PROFECTA

SACRAS HASCE AEDES

SUB NOMINE TUTELAQUE DIVI ANTONI ABBATIS

NOBILIUM VIRGINUM DIVI BENEDICTI LEGIBUS OBSEQUENTIUM

III IDUS IANUARIAS ANN MDCCLXXIIII

ADIVERIT

SUOQUE ASPECTU ET ORIS MAIESTATE

BEAVERIT

ISIDORO SANCHES DE LUNA PATRICIO NEAPOLITANO

EX EIUSDEM DIVI BENEDICTI FAMILIA

SALERNITANORUM ARCHIEPISCOPO

LOCI PRAESULE

ET DONATO CAMPAGNA EBOLITANI MUNICIPI PATRICIO

PRIMICERIO ET MONIALUM VICARIO

MARIA SCHOLASTICA CAMPAGNA

GERMANA HUIUS SOROR

ANTISTITA

MARMOREA TABULA FIRMATUM VOLVIT

NE TANTAE DIGNATIONIS DOMINAE INDULGENTISSIMAE

MEMORIA ELANGUESCAT

QUESTO MONUMENTO RICORDI AI POSTERI

IN ETERNO

CHE MARIA CAROLINA D’AUSTRIA,

NATA PER LA GLORIA,

CON IL SUO AUGUSTO CONIUGE

FERDINANDO IIII RE DELLE SICILIE E DI GERUSALEMME,

DIRETTA VERSO LA RISERVA DI CACCIA DI PERSANO

GIUNGERA’

IL IIII GENNAIO 1774

ALLA SACRA DIMORA

DELLE NOBILI VERGINI CONSACRATE ALLE LEGGI DI SAN BENEDETTO

POSTA SOTTO LA TUTELA DEL DIVINO SAN ANTONIO ABBATE,

E GIOIRA’

PER IL SUO ASPETTO E LA MAESTA’ DEL SUO PORTALE.

(CON) ISIDORO SANCHES DE LUNA, NOBILE NAPOLETANO,

DELLA STESSA FAMIGLIA BENEDETTINA,

ARCIVESCOVO DI SALERNO E PRESULE DI QUEL LUOGO,

E DONATO CAMPAGNA NOBILE EBOLITANO

PRIMICERIO E VICARIO DELLE MONACHE,

MARIA SCOLASTICA CAMPAGNA,

SUA SORELLA CARNALE,

MADRE ABBADESSA,

VOLLE GARANTIRE CON QUESTA MARMOREA TAVOLA

CHE NON ANDASSE PERDUTO IL RICORDO

DI UNA REGINA COSI’ INDULGENTE

Questi due pezzi di storia di Persano, gelosamente custoditi nel marmo, sono lì a ricordarci che il nostro piccolo, particolare, forse unico, “villaggio” ha svolto un ruolo fondamentale nella storia generale del Regno di Napoli, come ampiamente documentato da testi scritti da molti autori. Tra questi ci fa piacere ricordare, oltre a quelli pubblicati dal nostro Presidente, Antonino Gallotta, i lavori di:

Alessia De Santis “Carlo di Borbone e le eredità Medici Farnese”, di cui ci siamo già occupati;

Nadia Parlante “Corte Borbonica e Real Caccia di Persano – Rituali, cerimoniali, funzioni, vita quotidiana”, presentato a Persano il 14 aprile 2018 e del quale parleremo sul nostro sito;

Giovanni Pisano e Serena Pisano “ Vanvitelli e Hackert a Persano con i Borbone”, il cui contenuto sarà portato a conoscenza dei nostri amici che ci seguono attraverso il sito.

Sono tutti testi molto interessanti, perché ricchi di fotografie e fonti storiche e documentarie. Non anticipo altro. Mi auguro che abbiate il desiderio di leggere e la pazienza di aspettare.

Per “Persano nel Cuore” Alessandra Gallotta.

Carlo di Borbone e le eredità Medici e Farnese

Posted by on 12:22 in La biblioteca di "Persano nel cuore" | 0 comments

Carlo di Borbone e le eredità Medici e Farnese

Alessia De Santis

Alessia De Santis ci consegna un libro interessante, non celebrativo, della figura di Carlo di Borbone, e apporta nuovi elementi di conoscenza del carattere e della sensibilità di questo Re che salì giovanissimo sul trono del Regno di Napoli. Egli ebbe a cuore il suo Regno, tanto da “creare modelli produttivi, che dovevano fungere da propulsori dell’emancipazione proficua del territorio”. Ma Carlo, consapevole anche che l’arte e la cultura dovevano camminare di pari passo con l’economia, “aveva saputo creare, a Napoli, la Bellezza, come l’avevano saputo fare i suoi antenati, i Medici e i Farnese, in tutta Italia”. La storia di Carlo di Borbone, erede dei Medici e dei Farnese, ha le sue radici nel Quattrocento e nel Cinquecento italiani. Una storia ricca di passioni e di intrighi, raccontando la quale si riesce a comprendere l’eredità morale di Carlo e l’amore per l’arte, che tanto deve al mecenatismo delle sue famiglie di origine. Arte non fine a se stessa, ma ambasciatrice di buon gusto e di eleganza, di ricchezza e di cultura, che, nel caso del Rinascimento Italiano, molto ha influenzato il mondo di quel tempo. Questo libro dimostra, rifacendo la storia dei musei italiani, che l’arte e i principali siti UNESCO italiani sono uniti da un’unica matrice che ci riporta alle grandi famiglie illuminate del Rinascimento della nostra penisola. Non a caso il libro si apre con questa frase: “Nel 1738, a Firenze fu emanato un editto: “l’emigrazione dei toscani verso Napoli fu vietata. Il granduca Francesco Stefano di Lorena provava così a fermare l’emorragia che stava dissanguando di forza vitale il dominio che era stato dei Medici. Molti lasciavano Firenze per accorrere alla corte Napoletana dell’ultimo erede delle grandi famiglie rinascimentali, quel Carlo di Borbone nelle cui vene scorreva, per parte di madre, sia il sangue dei Medici che quello dei Farnese.” Ed è interessante scoprire , continuando a leggere, il perché di questo spostamento dell’asse culturale del ‘700 verso Napoli, a soli 4 anni dall’insediamento sul trono di Carlo di Borbone.

Ho letto con voracità, salvo poi a ritornarci con curiosità, questo libro che Alessia De Santis consegna a coloro che hanno a cuore di conoscere la storia vera, quella che non esalta i vincitori, ma rende giustizia alla saggezza e alla lungimiranza di un sovrano illuminato che ha saputo fare grande un regno impoverito e immiserito da secoli di assoggettamento a conquistatori stranieri. Il libro si divide in tre parti, con 3 appendici e una ricca bibliografia, che dimostra quanto abbia ricercato e studiato l’autrice, per offrirci un testo intenso e interessante sapientemente “condensato” in solo 148 pagine. Nulla viene tralasciato e la forma, scorrevole e chiara, ci accattiva fin dalle prime pagine. Da Elisabetta Farnese, madre di Carlo, alle guerre di successione polacca, tra intrecci familiari per mantenere dinastie o crearne altre, si va delineando quel “filo sottile … che ha posto in relazione quelli che oggi sono musei come la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti a Firenze, la Galleria Corsini e i Musei Capitolini a Roma, tutti i siti borbonici a Napoli e dintorni.” E non manca, finalmente, la sottolineatura di come le donne, tra le quali Elisabetta Farnese e Maria Teresa d’Austria, hanno scritto parte della storia d’Europa.

Per “Persano nel Cuore”- Alessandra Gallotta