Vanvitelli e i disegni per il Palazzo Reale di Persano

L’Architetto Giovanni Pisanoci ha inviato questo suo lavoro sul Palazzo Reale di Persano che pubblichiamo volentieri

Presso l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma conservano dei disegni del Castello di Persano (1753-54) di Luigi Vanvitelli.vanv 2vanv 3

E’ noto che l’architetto fu chiamato da Carlo III di Borbone per rimediare ai dissesti statici verificatisi presso il Palazzo Reale di Persano, realizzato tra il 1752-54, su progetto dell’ingegnere comasco Giovan Domenico Piana. Dalle lettere tra Vanvitelli e il fratello Urbano risulta che il 26 aprile 17531Il Marchese Fogliani il dopo pranzo mi fece vedere due relazioni venute da Persano circa li danni di quel nuovo Palazzo, nel quale vi sono cadute 9 volte, et il resto minaccia rovina”, il 27 aprile “Nella settimana entrante mi conviene per ordine di Sua Maestà andare a Persano per vedere quel Palazzo, il quale è caduto in gran parte e non è ancora terminato”, il 7 maggioSono stato a Persano ed ho fatta la relazione al Re et alla Regina della fabrica,…”.

In seguito la relazione fatta per il Reale Palazzo di Persano.

“Lesioni che meritano risarcimento.

Le tre volte del Portico incontro la Cappella.

Le cause sono dovute alla lentezza con la quale la sabbia raggiunge la presa, poiché i muratori di Napoli sono abituali a fabbricare con pozzolana.

Rimedio

Si deve chiudere tutto il portico di sopra.

Si potrà terminare la scala a Lumaca, purchè si chiudino delle finestre essendovene delle superflue.”

Il 9 marzo 1754 “In questo punto ricevo un ordine di mandare degl’operai a Persano per tirare e ponere in opera le catene del palazzo Nuovo, che cadeva”.

Vanvitelli parlando della sua attività al servizio del re citava anche il restauro del Palazzo di Persano.

 Progetto del portale – Sezione del piano nobile

Sezione longitudinale dello scalone e sezione trasversale del portico

Raffrontando i disegni e la realtà viene fuori che Vanvitelli, oltre i lavori di consolidamento (chiusura delle finestre della scala a lumaca, chiusura del portico superiore e catene al primo solaio) ha progettato i portici, la facciata, il portale e lo scalone.Però solo lo scalone è stato fatto secondo le sue indicazioni. 

Conclusione

Questi disegni, sono stati riconosciuti dallo storico Jörg Garms4, come disegni della bottega, provvisti di misure di mano di VanvitelliI disegni scoperti da Garms sono quelli che comunemente fa il direttore dei lavori, durante l’esecuzione di un’opera e sono in linea con quelli più noti, con le lettere inviate al fratello Urbano, con la relazione fatta al re e con l’attività svolta a Persano da Vanvitelli. La sua presenza a Persano è legata alla ricostruzione di 3volte del portico adiacenti la cappella, 9 volte, probabilmente dello stesso portico del piano terra, alla chiusura di alcune finestre delle scale a lumaca, alla chiusura del portico del piano nobile ed alla posa in opera delle catene di ferro. La chiusura delle finestre delle scale a lumaca e del portico del piano nobile, sono lavori effettivamente realizzati e ancora oggi, l’osservatore può distinguere l’intervento di Piana da quello di Vanvitelli. Quest’ultimo è stato, insieme ad altri, precursore nell’opera del restauro, infatti, solo nel 1866 Eugène Viollet le Duc introduce la voce restauration nel Dictionner raisonné de l’Architecture FrançaiseA proposito delle 32 catene di ferro che, come dice Vanvitelli, sono nascoste e occultate, sono 8 per ogni lato del cortile e sono poste in testa ai pilastri delle volte a crociera del piano terra, a livello del I° solaio. Le catene sono servite a consolidare il palazzo in senso trasversale e a tenere unite le volte a crociera al resto della costruzione. Le lesene che segnano a tutt’altezza le 4 facciate del cortile, previste già dalla stesura iniziale del progetto di Piana, conferiscono slancio e robustezza al palazzo, dando a Vanvitelli l’occasione di nascondervi le piastre delle catene. Alla fine di questo scritto mi sono chiesto quali motivi hanno potuto suggerire la stesura di questi disegni. Per riparare i crolli e i dissesti statici noti, Vanvitelli trovò gli opportuni rimedi maper praticarli non aveva bisogno di fare questi disegni. La sezione longitudinale fa pensare che Vanvitelli abbia progettato le strutture murarie dello scalone e il suo rivestimento. Altrimenti non si spiega perché ha quotato di propria mano questi disegni, impostando addirittura la quota del piano nobile rispetto a quella del piano dell’ingresso al palazzo. I 35 scalini e i balaustri dello scalone sono in marmo Rosso  Vona mentre il corrimano della balaustra è in marmo di Carrara.

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I materiali, la tecnica, la forma, i gradini, la balaustra di marmi policromi, l’elemento decorativo posto tra le due rampe, impiegati per lo scalone di Persano, hanno spiccata similitudine con quelli degli scaloni del Palazzo Reale di Caserta vanv 7 vanv 6 

e della Chiesa degli Olivetani di Perugia9, progettata dallo stesso Vanvitelli e da Carlo Murena. Per questo motivo e visti questi disegni, ritengo che lo scalone del Palazzo Reale di Persano sia stato progettato da Vanvitelli. Pertanto, questa è anche l’occasione per riaffermare che il progettista e direttore dei lavori è Giovan Domenico Piana e il restauratore è Vanvitelli. Nel contempo, il ruolo del maestro non è stato solo di restauratore ma anche di progettista, se non anche direttore dei lavori, di alcune opere, come lo scalone e altri particolari del palazzo. Tra questi risulta che Vanvitelli abbia realizzato una meridiana o gli orologi a sole10, come li chiama lui, mai ritrovata né presso il Palazzo Reale né presso le altre fabbriche che fanno parte del complesso di Persano. Quantunque, il Palazzo Reale di Persano rappresenta un intervento minore nella lunga, ricca e poliedrica attività del maestro, ci mostra che egli va ricordato non solo per le sue architetture, per le sue opere ingegneria idraulica ma anche per la sua complessa personalità di restauratore.

Bibliografia

1, Franco Strazzullo, Le lettere di Luigi Vanvitelli, Ed. Congedo, I° vol., Galatina 1976, p.219;

2, Cesare De Seta, Luigi Vanvitelli e la sua cerchia, Ed. Electa Napoli, Napoli 2000, p.183;

3, Giancarlo Alisio, Siti Reali dei Borboni, Ed. Officina, Roma 1976, foto n.53;

4, Jorg Garms, Due raccolte di disegni di recente acquisizione, Ed. Quasar, Roma 1985, p.21;

5, Giancarlo Alisio, op. cit., foto n.56-58;

6, Giancarlo Alisio, op. cit., foto n.60;

7, Giancarlo Alisio, op. cit., foto n.58;

8, Giancarlo Alisio, op. cit., foto n.58-59;

9, Salvatore Costanzo, La Scuola del Vanvitelli, Ed. CLEAN, Napoli 2006, p.162-164;

10, Franco Strazzullo, op. cit., pp. 145-146, 157-158.

Foto

Foto 1, facciata principale del Palazzo Reale di Persano;

Foto 2, sezioni del Palazzo Reale di Persano, Istituto per la Grafica di Roma;

Foto 3, prospetti del Palazzo Reale di Persano, Istituto per la Grafica di Roma;

Foto 4, scalone del Palazzo Reale di Persano;

Foto 5, scalone del Palazzo Reale di Persano;

Foto 6, scalone della Chiesa degli Olivetani di Perugia;

Foto 7, scalone del Palazzo Reale di Caserta.

 Architetto Giovanni Pisano (0828 974178- 339 357 3786 –

 pisanoarchitetto@gmail.com – giovanni.pisano@architettisalernopec.it)

Author: Fausto Bolinesi

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