Gita a Capua e Sant’Angelo in Formis: una giornata nell’arte, nella storia e nell’amicizia

Testo e foto di Fausto Bolinesi
Per vari motivi, non ultimo l’incertezza sulla transitabilità delle strade, data la protesta degli autotrasportatori, la nostra Maria Rosaria ha vissuto con una tensione maggiore del solito l’organizzazione della gita a Capua e all’Abbazia di Sant’Angelo in Formis. Per fortuna, come le volte precedenti, tutto è andato bene, anche il tempo: una bella giornata di sole che ci ha regalato all’uscita dall’Abbazia un tramonto di incredibile bellezza e suggestione. Per un equivoco, perché si riteneva fosse chiuso, nel programma della visita a Capua non era stato inserito il Museo Provinciale Campano che comunque è stato oggetto di una rapida occhiata, più che visita, da buona parte dei gitanti. Museo che merita una visita più approfondita che probabilmente faremo alla prima occasione utile. Capua sì è confermata affascinante, ricca di storia, con la Reale Sala d’Armi borbonica che da sola giustifica una visita a questa cittadina. Ci hanno fatto da guide due giovani volontarie della Pro Loco. È la prima volta che non ci sono capitate guide iscritte nell’elenco regionale guide turistiche, ma non siamo d’accordo con chi giudica negativamente questa circostanza. Non tanto perché comunque entrambe le guide sono state esaustive, quanto perché è stata una piacevole sorpresa trovare giovani che si interessano della storia, dell’arte, della cultura della propria città e si impegnano per valorizzarla. Altra piacevole sorpresa, il ristorante Il Giglio in cui abbiamo pranzato a Sant’Angelo in Formis. Un ottimo rapporto qualità prezzo in una struttura sobria ma funzionale, come sobriamente cortese ed efficiente è il personale. La visita alla famosa abbazia, con il ciclo dei bellissimi affreschi risalenti alla fine dell’undicesimo secolo, si è conclusa alla luce di un tramonto, come detto, incredibile. Dobbiamo essere grati alla nostra Alessandra Gallotta che ha proposto questa meta per la gita, la prima dopo una pausa di circa due anni, ma anche la prima effettuata in collaborazione con il Centro Sociale di Serre. Collaborazione, sfociata in amicizia, che continuerà e sicuramente sarà fruttuosa.



























































































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