Meravigliosa e perfetta

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Abbiamo un po’ di difficoltà a commentare l’inaugurazione della sede di “Persano nel Cuore” nel Palazzo reale di Persano il 2 dicembre 2017, perché ci hanno sempre insegnato ad essere brevi pur non rinunciando alla precisione e alla completezza della descrizione. Bene, basterebbero solo due aggettivi a rendere esaustivo il commento: meravigliosa e perfetta. Sì, è stata una manifestazione meravigliosamente perfetta. Perfetta nei tempi, meravigliosa nel contenuto. Potremmo quindi chiudere qui il commento, ma come si fa a non raccontare la gioia di vedere aperte al pubblico sale che, a memoria nostra, non lo sono mai state? Come si fa a non riferire l’emozione provata nel momento in cui Stefano Capriglione, comandante del Reggimento Logistico Garibaldi e Antonino Gallotta, presidente di “Persano nel Cuore”, hanno contemporaneamente tagliato il nastro tricolore retto da Cosimo D’Orazio, l’ultimo Capo Razza di Persano e sua moglie Rina Caredda, e inaugurato ufficialmente la sede? E l’inevitabile riaffiorare del ricordo di Don Vittorio Granito, storico parroco di Persano, quando Don Elia Guercio, parroco di Serre, comune del quale Persano fa parte, ha benedetto con una cerimonia semplice ma sentita la nuova sede? E come si fa a non sottolineare il silenzio, l’attenzione con cui è stato seguito quello che definiremmo l’affascinante racconto di Persano che ha tenuto Biagio Catalano nella Cappella del Palazzo reale che non è riuscita a contenere tutti gli intervenuti? E il tuffo nel cuore di Napoli attraverso la splendida voce di Concetta Vermiglio e le suggestive coreografie degli allievi della Junior Company “La Dance” di Maria Vittoria Maglione che hanno dato vita ad un concerto nello stupendo salone di rappresentanza del Circolo ufficiali che, siamo certi, resterà memorabile? E il buffet, ricco, bello anche solo a vedersi, oltre che naturalmente buono, allestito da sponsor che, è quasi il caso di dire, hanno messo il cuore nel presentare i loro ottimi prodotti non limitandosi al semplice sfruttamento commerciale dell’evento? E i docenti e gli allievi dell’Istituto Alberghiero “Ancel Keyes” di Castelnuovo Cilento, belli, bravi, simpatici? L’occasione di usufruire della disponibilità di questi sponsor, a cui va il nostro “grazie”, ce l’ha offerta la vulcanica Mariella Liguori che ha anche presentato, da par suo, la parte musicale della serata. A lei va dunque il nostro doppio ringraziamento. Come la nostra sincera gratitudine e simpatia va, oltre naturalmente che ai colonnelli Capriglione e Troisi, comandanti rispettivamente del Reggimento Logistico “Garibaldi” e del Comprensorio militare di Persano, ai militari che hanno materialmente permesso la realizzazione e la perfetta riuscita della serata: il luogotenente Ulturale, il sergente maggiore D’Argenio e il caporale maggiore D’Andrea. Citiamo i loro nomi che conosciamo perché ci sono stati vicini, ma il nostro grazie è esteso a quanti sono stati impegnati anche al di fuori del loro orario di servizio per la perfetta riuscita della manifestazione. La serata, dal punto di vista meteorologico è stata pessima: pioggia, vento e freddo. Ma a noi, protetti dal nostro Palazzo, è sembrata bellissima. Vedere attraverso i vetri delle finestra del piano superiore cadere la pioggia nel cortile ci ha dato una emozione strana, indescrivibile, come sentirne lo scroscio quando, percorrendo riparati dal porticato, ci siamo diretti nella cappella prima e poi nel salone del Circolo ufficiali. Così come emozionante è stato vedere il lastricato del cortile bagnato dalla pioggia su cui si rifletteva, attraverso il portone spalancato, la luce proveniente dalla Cappella. Come sempre, quando abbiamo dovuto lasciare Persano, alla fine di una meravigliosa, indimenticabile serata, anche in questa occasione un briciolo di tristezza lo abbiamo portato con noi. Ma questa volta molto meno, solamente un briciolo perché sapevamo che la nostra casa ora ufficialmente è lì, nel cuore di Persano. Ma non sarebbe esatto dire che eravamo contenti di essere tornati a casa nostra per il semplice fatto che nel nostro intimo, nel nostro cuore, quella casa non l’abbiamo mai abbandonata.

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Autore: Fausto Bolinesi

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