“Musica a Palazzo” a Persano: la bellezza e la suggestione

Ci sono sempre, nella vita di ognuno di noi, avvenimenti, manifestazioni, eventi che ricordiamo per sempre e a proposito dei quali pensiamo soddisfatti “meno male che c’ero anch’io” o ci rammarichiamo per non essere stati presenti. E’ questo il caso di “Musica a Palazzo”, il concerto di beneficenza che si è tenuto nel cortile del Palazzo Reale di Persano la sera del 18 luglio con la partecipazione del soprano Margherita Amato, accompagnata al pianoforte da Loredana Panico, e i violini di Daniele Gibboni ed i suoi figli, accompagnati al pianoforte dalla moglie Gerardina Letteriello. Confessiamo che proviamo un certo imbarazzo nel raccontare il successo, che può sembrare autocelebrativo, della serata organizzata dalla nostra Associazione “Persano nel Cuore”. Ma è la verità, e la verità non conosce imbarazzi. E la verità è che è stata una serata semplicemente meravigliosa. La bellezza della voce di Margherita Amato e quella dei violini della Famiglia Gibboni ha accresciuto la suggestione creata dal Palazzo Reale che a sua volta ha esaltato l’incanto di quelle voci. Bellezza e suggestione, un connubio perfetto che ha regalato ai partecipanti un’esperienza indimenticabile per la quale bisogna essere grati prima di tutti al comandante della caserma di Persano, il Colonnello Carmine Ferrante, la cui intelligente sensibilità ci ha permesso di poter fruire di questa residenza reale che sembra fatta apposta per ospitare manifestazioni simili. Un grosso ringraziamento va poi agli artisti che hanno aderito con entusiasmo alla nostra proposta e si sono esibiti gratuitamente. Un terzo grazie al pubblico: attento, partecipante, composto, elegante che ha goduto e ha apprezzato uno spettacolo musicale di grande qualità. L’entusiasta attenzione degli spettatori è stata percepita dagli artisti che hanno così trasmesso al pubblico, assieme alla bravura, anche la loro emozione. Un ultimo grazie, forse il più importante, va a una creatura che trasforma non in oro, ma in magia tutto quello che “tocca”. L’abbiamo definita creatura perché per noi non è solo un bosco, un fiume, un palazzo reale, ma un’entità vivente che cattura e affascina chiunque ne venga in qualche modo a contatto. Un’entità che ci protegge, ci ama e che amiamo. Per questo la portiamo… nel cuore.

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Autore: Fausto Bolinesi

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